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Esecutori Contenuto Presentazione Recensioni |
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| Questo disco in vinile fu prodotto dalla RAI nel 1976, a completamento del volume di Dietrich Kämper, La musica strumentale nel Rinascimento: Studi sulla musica strumentale d'assieme in Italia nel XVI secolo, a cura di Lorenzo Bianconi (ERI, Torino 1976) | Questo disco in vinile fu prodotto nel 197? dalla Peter Musik K.G. di Bolzano. | ||
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Esecutori Contenuto Presentazione Recensioni |
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Esecutori Contenuto Presentazione |
| Questa incisione – prodotta nell'autunno del 1980 dalla Peter Musik K.G. di Bolzano come album doppio in vinile – è stata rimasterizzata su CD nel 1986. | Questo compact disc – prodotto nel 1989 dalla Peter Musik K.G. di Bolzano – è l'ultimo disco inciso dall'Ensemble. Il CD ha avuto una seconda edizione acclusa al numero 4 (agosto '93) della rivista Applausi. | ||
Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Esecutori |
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Ensemble Andrea Bornstein: flauto, viola da gamba, cromorno Maurizio De Paoli: bombarda, dulciana, flauto Heidrun Oberegger: flauto, viola da braccio, cromorno, ghironda Volker Oberegger: flauto, bombarda, cromorno, ghironda Giorgio Pacchioni: cornetto, flauto, bombarda, viola da gamba, cromorno, percussioni Trude Saltuari: percussioni, ghironda Giorgio Ulivieri: violino, viola da braccio, percussioni |
Ospiti Vincenzo Petrini: trombone |
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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Contenuto |
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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Presentazione (a cura di G. Pacchioni) |
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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio (Venezia 1578) rappresenta, con autorevolezza, il pur limitato numero di fonti musicali riguardanti la tradizione italiana di musiche da ballo a piu voci del XVI secolo. I. La scelta del tactus II. La modalità e la sua funzione espressiva a) La precisa posizione dei semitoni nella scala del modo o, per essere più precisi, dalla «specie» di diapente (quinta) e diatessaron (quarta) che compongono la suddetta scala;6 b) Dalla frequentazione delle cadenze naturali;7 c) Dalla direzione, ascendente o discendente, delle fughe iniziali del tenor,8 nonché dalla sua estensione; d) Infine da una capillare differenziazione emotiva e d'uso dovuta in parte ai primi tre punti e dall'uso comune dei più eminenti musici pratici e teorici. Tutto ciò era al servizio del compositore, il quale, scegliendo il modo nel quale comporre, ne accettava a ragion veduta, anche le implicazioni estetiche e di tradizione che esso conteneva. Per contro, l'esecutore poteva (e può) effettuare un procedimento analogo al compositore, risalendo quindi al riconoscimento del tono e traendone indicazioni utili riguardo le «passioni» espresse dal modo in questione. IlI. La scelta strumentale Note |
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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Recensioni |
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Annely Zeni, «I balli di Mainerio», L'Adige, 17.11.1981 Angelo Foletto, la Repubblica, 14.01.1982, rubrica «Dischi» Andrea Bambace, «Giorgio Mainerio rivive a Bolzano», Alto Adige, 16.01.1982 Paolo Pollastri, «I balli rinascimentali del Wolkenstein», Dopoconcerto, aprile 1982 |
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