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Berardi, Documenti armonici Cerreto, Dialogo harmonico
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DOCUMENTO XX

Del contrappunto alla duodecima

Il contrappunto alla duodecima non deve passare 12 voci: non si può far sesta se non in legatura ovvero per negra cattiva o minima nell’alzar della mano, però di grado. Questa osservazione si fa acciò la parte di sopra si possa cantare di sotto, e quella di sotto di sopra, come si vede nel seguente contrappunto. Se parrà al compositore di farci cantare altre due parti, cioè la terza sotto e sopra, osserverà il modo del duo precedente e si canterà in diverse maniere differenti. Si deve avvertire che quando cantano quelle due parti, una deve andare al contrario dell’altra.

Alla duodecima.

[rivoltato]

Modo di rivoltare il contrappunto alla duodecima:

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Contrappunti diversi.

Avvertimento

Per fare il suddetto contrappunto, non si faccia unisono e non si passi dieci voci. Il Soprano e il Tenore cammineranno fra loro sempre al contrario e faranno contrappunto alla duodecima. Il Contralto e il Basso faranno lo stesso, ma una quinta - ovvero una quarta - più bassa sotto il Soprano, con il tenore che deve sempre essere alla duodecima.

Lo stesso contrappunto intrecciato, ma rivoltato:

Altro esempio e osservazione:

Avvertimento

Per rivoltare questo contrappunto si fanno cominciare le stesse parti che hanno principiato nel soggetto: per far questo bisogna pigliarlo dal Soprano e metterlo con il Tenore in quinta, e il soggetto del tenore metterlo nel Soprano in ottava, e così del Contralto con il Basso.

Lo stesso contrappunto rivoltato

Rivolto, con voltare il libro sottosopra.

Avvertimento

Nel rivolto le pause sempre devono essere le medesime che erano prima, poiché nel rivoltare il libro quella che era una battuta verrebbe ad essere mezza e in questo caso la composizione non starebbe bene.
Sono infiniti gli artifici che si usano nella professione armonica, e perciò tralascio ogni altra dimostrazione, rimettendomi interamente a quegli autori che con tante fatiche e sudori hanno illustrato questa scienza e reso immortale il loro nome. Le variazioni dei canoni ancor loro sono in grandissima copia, come si vede nei 120 obblighi e contrappunti del Soriano sopra l’Ave maris stella, come anche in quei canoni del Valentini composti sopra quelle parole della Salve Regina: «Illos tuos misericordes oculos», quali si cantano in più di duemila modi, e altri quasi innumerabili. Meritò grandissima lode Iubal appresso gli ebrei, come inventore di scienza così nobile. Celebre fu Pitagora presso i greci come autore di così soave consonanza. Fu stimato Apollo dai gentili dio della musica come scienza tanto pregiata. Degni poi di eterna lode sono gli eccellenti compositori quali conservano la musica che in ogni tempo e ad ogni grado di persone è sempre stata utile e di giovamento. A questo proposito così lasciò scritto Ateneo: «Magnus profecto est itaque formosissimus thesaurus musica facultas omnibus viris, qui eam didicerunt, ac in ea eruditi sunt. Mores enim instituit, iracundiam mitigat, minusque rectis mentibus moderatur».

Fine del secondo libro

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